App al servizio dei pazienti e della telemedicina

Abbiamo intervistato il dott. Fulvio Bruno, fondatore e amministratore unico della FBCommunication, società che opera nel campo della telemedicina dal 2012 e che ha dato vita al progetto Interactive Monitoring Service.

App al servizio del paziente e della telemedicina

D. Da quali esigenze nasce il progetto Interactive Monitoring Service?

R. Secondo dati dell’OMS, il 50% dei pazienti cronici non assume i farmaci in maniera corretta, come prescritto dal medico. Secondo il rapporto OsMed 2013 sui dati italiani del 2012, l’aderenza alla terapia oscilla fra il 14,3% dei pazienti affetti da patologie ostruttive delle vie respiratorie al 55,1% fra coloro che sono ipertesi. I dati dei primi 9 mesi del 2014 raccolti nel rapporto OsMed in pratica confermano la pittura precedente. La recente “Indagine Civica” di Cittadinanzattiva riporta che un paziente su cinque dimentica di assumere la terapia; a uno su sette capita invece di sbagliare il dosaggio del farmaco.
I costi sociali e finanziari della non-aderenza sono rilevanti.

In termini monetari, la non-aderenza costa in Europa circa €125 miliardi/anno e causa quasi 200.000 morti premature.

Quali sono le cause della non-aderenza alla terapia farmacologica?

Le cause della non-aderenza sono molteplici:

  • fattori correlati al paziente (mancato o scarso riconoscimento della severità della malattia; dubbi circa l’efficacia del trattamento; attitudine individuale)
  • fattori correlati al trattamento (complessità dello schema terapeutico; costi elevati del farmaco; via di somministrazione; effetti collaterali)
  • fattori correlati all’operatore sanitario (difetto di comunicazione)
  • fattori correlati al Ssn (ticket o altre formule di partecipazione alla spesa farmaceutica)
  • Ma anche la semplice dimenticanza

Non si è mai fatto nulla per arginare il fenomeno della non-aderenza alla terapia farmacologica?

Le soluzioni adottate sino ad ora – anche quelle tecnologicamente più avanzate (ad es. sms, tappi di blister dotati di micro-chip) – per cercare di arginare il fenomeno della non-aderenza assegnano al paziente un ruolo passivo: invio un impulso (o un messaggio) e dall’altra parte non so se sia stato ricevuto, men che meno ho idea se abbia influenzato la condotta del paziente.

Interactive Monitoring Service invece non è un reminder, ma contatta direttamente il paziente ponendogli dei quesiti finalizzati da un lato a rammentargli di prendere il farmaco (se non lo avesse già fatto) e ad avere conferma dal paziente se questi ha assunto il medicamento e, in caso negativo, a comprenderne le ragioni. Queste informazioni, in tempo reale, vengono registrate su una pagina web che FBCommunication sviluppa per tutti gli operatori sanitari che erogano il servizio così che essi possano avere costantemente sotto controllo la performance dei propri pazienti.

In cosa consiste dal lato pratico? Quali sono le azioni cui è chiamato il paziente?

Interactive Monitoring Service può contattare il paziente avvalendosi di tre soluzioni tecnologiche: il telefono, fisso o cellulare; App iOS (iPhone e iPad) e Android; oppure un device adattato per il paziente non autosufficiente che può essere collocato sul comodino o portato pendente.

In tutti i casi al paziente giunge una chiamata o un segnale di reminder, all’orario prestabilito dal protocollo terapeutico impostato sulla pagina web predisposta per l’operatore sanitario responsabile di quel paziente. Nel caso della chiamata una voce umana preregistrata porrà 3-4 quesiti al paziente volti a esplorare l’aderenza (il tutto dura circa un minuto) e il paziente risponderà avvalendosi della tastiera; nel caso del device compariranno i medesimi quesiti ai quali il paziente risponderà mediante touch-screen.
In ogni caso, c’è anche l’opzione per il paziente di chiedere di essere ricontattato dal suo operatore sanitario di riferimento entro 24 ore.

Soffermiamoci più in dettaglio sull’App. Essa è stata sviluppata per essere eseguita sia in ambiente iOS che Android.
In particolare, grazie a un codice identificativo che verrà comunicato al paziente dall’operatore sanitario che lo ha in cura, si creerà l’associazione operatore sanitario-paziente-patologia e il paziente, per poter ricevere tutte le informazioni a lui associate sul proprio device, dovrà digitare il codice sopra citato quando l’App verrà avviata per la prima volta.
Il webservice, verificato con successo il codice, provvederà a prelevare le informazioni dal database e inviarle in forma criptata al device che, a sua volta, le elaborerà provvedendo a settare gli opportuni alert e tutte le informazioni a corredo (notizie sulla patologia, recapiti del medico curante, scadenziario di eventuali esami da effettuare, ecc.).

Quali sono le funzionalità aggiuntive sull’app?
L’App è dotata di alcuni accorgimenti integrativi molto interessanti: ad esempio la “foto della pillola” – è ormai assodato in letteratura che l’intervento dei farmaci generici, con confezione, forma, e colore differenti accrescono il senso di disorientamento del paziente – e un “contatore” che informi il paziente quando è prossimo a esaurire le scorte del farmaco e quindi deve tornare o in farmacia o dal medico per rinnovarle.

Lato dottore (o farmacia), quali sono le possibilità di intervento e come può agire il medico?
Come già detto, per ogni operatore sanitario coinvolto nel progetto, FBCommunication sviluppa una pagina web dedicata che è già predisposta sulla base delle finalità che l’ente pagatore erogatore del servizio ha come obiettivo nel fornire il servizio medesimo.

L’operatore sanitario ha la responsabilità di selezionare, secondo il proprio insindacabile giudizio, quei suoi pazienti che potrebbero avvantaggiarsi di questo servizio. Offre al paziente questa opportunità; al paziente che aderisce fa firmare un form per il “consenso informato” e ne raccoglie le poche informazioni necessarie (nome e cognome o altro identificativo, sesso, data di nascita, nazionalità, recapito telefonico). L’operatore sanitario trasferisce questi stessi dati sulla pagina web per la quale ha ricevuto le credenziali di accesso. La prima volta l’operatore sanitario firmerà, questa volta on-line, un form per la “privacy” e trasferisce i dati del paziente sulla sua pagina web e fissa, per quel paziente, il protocollo che deve regolare il contatto. In altre parole, la frequenza del contatto, gli eventuali orari. Inoltre stabilisce dopo quanti contatti andati a vuoto o dopo quante risposte negative vuole essere informato mediante un e-mail o sms alert. Attiva quindi il servizio.

Da quel momento è tutto automatico. Ci sarà un primo contatto con il paziente per rammentargli il servizio al quale è stato assoggettato. I contatti successivi seguiranno le tempistiche del protocollo e le risposte raccolte saranno registrate nella pagina web dell’operatore sanitario che potrà costantemente avere accesso a statistiche relative al cluster di pazienti che segue.

Quanti pazienti ad oggi utilizzano il servizio Interactive Monitoring Service?

Al momento non abbiamo un dato disponibile perché tutti i progetti implementati sono in una fase iniziale di arruolamento dell’operatore sanitario e/o dei pazienti.
Abbiamo tre applicazioni in corso, l’una a livello nazionale in ambito cardiovascolare, l’altra a livello locale in ambito epatologico (epatite C).
La terza, avviata un paio di settimane fa, vede coinvolte le farmacie sul territorio ed è denominata “Un trillo per ricordare”. E’ una partnership fra FBCommunication e le singole farmacie, molto interessante e innovativa. I farmacisti coinvolti, infatti, manifestando una grande sensibilità per l’argomento non-aderenza al trattamento, hanno deciso in maniera autonoma di essere parte del progetto.

Il singolo farmacista può proporre il servizio fino a 30 suoi clienti/pazienti selezionati fra coloro che soffrono di broncopneumopatia cronica ostruttiva, diabete, ipercolesterolemia, oppure ipertensione.

Inoltre, il progetto prevede la stesura di due articoli su una rivista internazionale, con i crediti alle farmacie partecipanti: uno all’inizio sul concept, uno alla fine del periodo con l’analisi statistica dei dati raccolti a livello nazionale e la comparazione ai dati italiani di aderenza riportati nella già citata ricerca OsMed.
L’analisi statistica sarà effettuata dall’Unità di Biostatistica ed Epidemiologia Clinica dell’Università di Pavia.

Quali sono le farmacie attualmente aderenti?

Il primo gruppo di farmacie che hanno avviato il servizio sono: Antica Farmacia Galligani di Novellara (RE), Farmacia Bartolini di Montemarciano (AN), Farmacia Bellini di Soave (MN), Farmacia Ceccherelli di Verona, Farmacia Di Muria di Padula Scalo (SA), Farmacia Dott. Nicola di Aosta, Farmacia Leone di Ruvo di Puglia (BA), Farmacia Madonnina di Modena, Farmacia Nuti di Quartucciu (CA), Farmacia Ponte Dattaro di Parma, Farmacia Salus di Reggio Calabria, Farmacia San Giorgio di Catania. Altre si stanno progressivamente aggiungendo.

Come vede la telemedicina nel prossimo futuro?

Si fanno previsioni piuttosto chiare sulle potenzialità della telemedicina. È un settore che secondo le stime vale 60 miliardi e in continua espansione, quindi potrà rappresentare un elemento di crescita economica per il nostro Paese, creando anche nuove professionalità. Credo che la telemedicina non possa non essere il futuro della sanità per poter migliorare servizi, prestazioni e qualità della vita dei pazienti. Ma a questa deve necessariamente affiancarsi anche la sanità “tradizionale”, fatta di rapporti personali con il proprio medico e/o con il personale sanitario, di assistenza e consulenza senza l’interfaccia tecnologica, per non perdere il contatto umano e quindi la dimensione umanistica della Medicina.

2 thoughts on “App al servizio dei pazienti e della telemedicina

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