(Italiano) Sanità tra Internet of Things e Internet of Everythings

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6 thoughts on “(Italiano) Sanità tra Internet of Things e Internet of Everythings

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  2. Datalogger

    Secondo me la IoT può dare un utile contributo alla medicina sia a livello economico che prestazionale. Immaginiamo per esempio di monitorare in real time lo stato di salute di più pazienti (tipo una health-grid) o implementare un algoritmo predittivo per le malattive future, unendo i dati acquisiti dai sensori IoT alle analisi BigData.

    1. AppocrateAppocrate

      Siamo perfettamente d’accordo con te: il contributo sarà sia economico sia in termini di prestazione (maggiore efficacia della cura).
      Facciamo un esempio: se c’è un modo per tener monitorato lo stato della mia pressione e di condividerlo in tempo reale con il mio medico, in caso di anomalie sia io che lui potremmo ricevere un alert: io posso risparmiare tempo e denaro per andare da lui o in farmacia per farmi misurare la pressione e sarei immediatamente allertato in caso di dati anomali con un conseguente (si spera) efficace intervento.
      In ogni caso confidiamo tutti in un abbattimento dei costi di tali tecnologie, affinchè il loro uso possa essere davvero alla portata di tutti, per il bene di tutti.
      Grazie per aver condiviso la tua opinione!

  3. michiamoaldo

    In questo periodo sono tra i volontari che cercano di insegnare ad over 65 ad imparare ad utilizzare il tablet. Ho l’impressione che le finalità sociali delle nuove tecnologie (purtroppo) verranno apprezzate ( e sfruttatissssime) prevalentemente dai fornitori (servizi o prodotti). Gli utenti (clienti) prevalentemente le subiranno non accorgendosi delle opportunità se consapevoli.
    Adesso che ci penso, forse è sempre stato così. In tutto.

    p.s.:complimenti

    1. AppocrateAppocrate

      Complimenti a lei per due motivi: il volontariato è di per sé sempre meritevole, ma il doppio complimento va al tipo di volontariato che fa!
      Sono proprio persone come lei, con l’impegno che si è preso con il gruppo over-65, che “piegano” le tecnologie al servizio dell’individuo, dell’utilizzatore.
      Ha comunque centrato il punto: solo chi è consapevole è veramente libero di scegliere (anche di fare a meno delle tecnologie).
      Grazie per il suo contributo e buon lavoro!

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