Ristrutturazione del Paese attraverso la Digitalizzazione

Complimenti al gruppo di lavoro degli Osservatori ICT  & Management – School of Management del Politecnico di Milano, che hanno preparato un report completo sui vantaggi che può portare l’innovazione tecnologica, ed in particolare la digitalizzazione al sistema Italia.

Ristrutturazione del paese attraverso la digitalizzazione

Il report “Italia Digitale: tra il dire e il FARE c’è di mezzo…”, è stato presentato lo scorso 26 Settembre, nell’ambito di un incontro con il commissario per l’attuazione dell’Agenda Digitale, Francesco Caio, e presenta una serie di suggerimenti, supportati da numeri, che consentirebbero di risolvere gran parte dei problemi economici e finanziari del nostro Paese.
Non è chiaro a che livello questi dati siano stati condivisi con le varie istituzioni, ma sicuramente nessuno ne parla, almeno pubblicamente, e quindi potrebbe essere utile che siamo noi, cittadini intraprendenti, a farlo.
Il piano di digitalizzazione della PA, già indicato da vari governi, e presente anche nell’ultimo “Decreto del Fare” porterebbe per esempio benefici per 35 miliardi al Bilancio dello Stato e 25 miliardi alle imprese in termini di semplificazione, maggiore qualità e costi minori. Il rapporto va nel dettaglio delle singole voci che non elenco per evitare di riportare tutto il testo, ma i vari capitoli riguardano Fatturazione Elettronica, Sanità Digitale, eGovernment, eProcurement, Cloud, Pagamenti Elettronici, Start-up.
Si tratta di azioni già decise dal governo, ma non ancora attuate, se non in casi sporadici, per merito di amministratori volenterosi. Non si tratta di investimenti impossibili, che sono comunque largamente autofinanziabili dal risparmio ottenuto.

Un campo che sicuramente avrebbe un impatto positivo sul rapporto cittadino-stato, è quello della sanità, dove tra l’altro il cittadino è disposto a partecipare all’investimento in “innovazione” se ottenesse in cambio un miglioramento del servizio erogato.
Le singole Aziende Sanitarie hanno già investito decine di milioni di euro in nuove tecnologie a supporto della digitalizzazione ed in totale l’Italia ha speso 1,23 Miliardi soltanto nel 2012, ma quello che vediamo sono interventi a carattere locale o regionale, disgiunti l’uno con l’altro, che non tengono conto del fatto che il cittadino è mobile ed attento alla qualità della prestazione sanitaria ottenuta anche fuori dalla sua area di residenza. E’ noto infatti che molti cittadini italiani si recano fuori la loro regione di residenza e anche all’estero per ottenere più in fretta ed a costo inferiore la prestazione sanitaria, magari bypassando strutture locali che offrono qualità maggiore ma in tempi inaccettabili e costi superiori.
Il rapporto del Politecnico indica in 6,8 Miliardi per il SSN e 7,6 Miliardi per i cittadini il risparmio possibile una “attuazione” dell’Agenda Digitale in Sanità. Il processo di digitalizzazione e di innovazione tecnologica è ormai iniziato e non sarà possibile fermarlo. Tutte le nazioni, anche quelle cosiddette in via di sviluppo, stanno attuando le loro riforme interne puntando sulla tecnologia, accessibile a gran parte della popolazione, che si sta dotando di strumenti “mobile” come smartphone e tablet e di accessi alla rete che consentono il trasferimento immediato delle informazioni tra utente ed erogatore del servizio.
Lascio al lettore il commento, rimarcando qualche numero: 35 Miliardi € nella PA, 25 Miliardi € i Privati, 6,8+7,6 Miliardi € solo in Sanità…. Basterebbe FARE ciò che abbiamo già deciso di FARE.

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