Sanità digitale 2015 in Italia. Spazio al fascicolo sanitario elettronico e ai servizi digitali sanitari per i cittadini.

E’ uscito il rapporto dello studio condotto dall’Osservatorio Innovazione Digitale in Sanità della School of Management del Politecnico di Milano che come sempre rappresenta una fotografia della situazione della digitalizzazione in sanità in Italia.

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Nel 2015, gli investimenti economici complessivamente sostenuti sono stati 1,34 miliardi di euro, cifra sostanzialmente stabile rispetto al quella del 2014, in cui sono stati spesi 1,37 miliardi.
Anche l’anno scorso, gli investimenti più importanti sono stati quelli sostenuti delle strutture ospedaliere (930 milioni di euro, circa il 70% della cifra complessiva), che sentono l’urgenza di fornire servizi digitali adeguati per l’efficientamento del servizio sanitario e per la soddisfazione degli pazienti.
Per esempio una delle priorità è la cartella clinica elettronica, implementazione per la quale l’investimento è cresciuto del 10% rispetto al 2014.
Oltre alla cartella clinica elettronica, tra le voci di investimento troviamo anche tutti i sistemi digitali e informatizzati per la gestione delle risorse interne delle strutture ospedaliere (dal personale ai farmaci) ma anche i servizi digitali al cittadino.
Gli investimenti in questo senso sono oggi di circa 19 milioni di euro, ma secondo i Responsabili dei Sistemi Informativi, la spesa potrebbe crescere del 40% nel 2016.
Le ragioni, come ben sappiamo, derivano da una richiesta sempre più urgente da parte dei cittadini e da un oggettivo vantaggio economico conseguente alla digitalizzazione dei sistemi e dei servizi di cui potrebbero giovare i cosiddetti Smart Hospital.

Le prospettive sembrano essere positive, gli investimenti confermati rappresentano un buon segnale, eppure Mariano Corso, il Responsabile Scientifico dell’Osservatorio, evidenzia un dato allarmante: “La nostra spesa sanitaria resta – dice Mariano Corso – una tra le più basse d’Europa, con 3.077 dollari per abitante contro i 3.453 della media europea a pari capacità di spesa, il costo reale è destinato a crescere nel futuro e la qualità del sistema sanitario nazionale è in declino, siamo infatti passati dal 2010 al 2015 dal quindicesimo al ventiduesimo posto secondo l’ultimo rapporto Euro Health Consumer Index”.

I problemi che sembrano frenare la crescita del nostro paese sono di tipo economico, per una mancanza di fondi e di tipo politico organizzativo, in quanto mancano delle linee guida precise e puntuali e la collaborazione e centralizzazione delle operazioni a livello regionale.
Se il ruolo del Governo deve essere quindi quello di normatore e regolatore – dice Mariano Corso – spetta alle Regioni un ruolo di indirizzo e di promozione dell’innovazione digitale con obiettivi chiari e comuni e con l’offerta di servizi condivisi alle aziende sanitarie, per consentire di mettere in pratica i piani della Sanità digitale definiti dal Governo. Compete, invece, ai CIO, in collaborazione con gli attori dell’offerta ICT, il ruolo di ‘evangelisti’ del digitale in azienda, facendo comprendere alle Direzioni Strategiche e al personale i benefici dell’innovazione digitale, a fronte di investimenti sempre più necessari.

Appocrate nel 2015 ha dato il suo contributo concreto al processo di digitalizzazione della Sanità: un anno fa, infatti, nasceva il progetto Prenoting Poliambulanza, un sistema di prenotazione delle visite mediche online che rende più facile e trasparente per il cittadino prenotare presso un ospedale, in questo caso Fondazione Poliambulanza di Brescia. Il 2016 consentirà di digitalizzare altri importanti ospedali, attraverso il sistema di prenotazioni online rendendo quindi anche il concetto di Smart Hospital un qualcosa di concretamente vantaggioso per la collettività.

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