Il Sistema Sanitario Italiano: la salute degli italiani e la salute delle casse dello stato

La popolazione italiana statisticamente gode di buona salute, molto più che la salute dimostrata dagli indici macroeconomici del nostro Paese e dal tasso di crescita del suo PIL.

Deficit sanitario regionale in Italia

La speranza di vita del cittadino italiano è tra le più elevate al mondo, ovvero nel 2011 era calcolata per gli uomini a 79,4 anni, per le donne a 84,5.
Un incremento notevole negli ultimi 50 anni, determinato dal miglioramento significativo delle condizioni economiche e sociali, nonché dall’attività svolta dal SSN in termini di vaccinazioni contro le malattie infettive, servizi di emergenza e prevenzione.

Se confrontiamo la copertura della spesa sanitaria da parte dello Stato italiano con quella dei Paesi UE-15 ci si accorge che mediamente (per quanto con forti divergenze regionali) risulta allineata ai valori europei , mentre ha registrato negli ultimi anni un incremento inferiore rispetto alla media europea.

Le strategie di spending review adottate negli ultimi mesi sembrerebbero rispondere più ad uno scenario nazionale caratterizzato da un debito pubblico ingombrante (la spesa pubblica annuale per coprirne gli interessi passivi potrebbe saldare il 66% del fabbisogno sanitario nazionale del’anno) e da una contestuale stagnazione del sistema economico, con tassi di crescita del PIL inconsistenti se non negativi.

Non si deve dimenticare che un progressivo contenimento dell’offerta di servizi, misurata in termini di posti letto e numero di strutture ospedaliere pubbliche, ha radici non poi così recenti.

Riuscirà il SSN a sostenere una popolazione che invecchia sempre più, un aumento proporzionale della richiesta di cure e assistenza in uno scenario di restringimento dell’offerta?

Quali strumenti dovrà adottare per soddisfare finalità apparentemente contraddittorie come
qualità e contenimento dei costi, equità ed efficienza, libertà di scelta e efficacia?

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