Internet of things oggi, ieri e domani

La prima volta che abbiamo sentito parlare di Internet of Things era il 1999, venne utilizzato da Kevin Ashton, un dipendente di Procter &Gamble, riferendosi alla tecnologia RIFD.

Internet of things in sanità

 

Oggi il “neo”logismo si riferisce all’interconnessione degli oggetti, in campo medicale questa estensione è già realtà. Esistono già, infatti, diversi device, oggetti “fisici”, in grado di monitorare la salute del paziente, salvare lo storico dei dati relativi alla sua condizione sanitaria e inviare report al medico. In sostanza oggetti in grado di telemonitorare in maniera precisa e professionale la condizione clinica del paziente. Abbiamo visto degli esempi qui e qui.

Come siamo arrivati a questo? Come siamo arrivati ad ottenere dagli oggetti (un braccialetto per il monitoraggio cardiaco, uno smartphone, un computer, un tablet, etc. etc.) la possibilità di dialogare tra loro e di essere interconnessi?
Prendendo spunto da una bella infografica di Dassault Systèmes, vediamo quali sono stati gli step che ci hanno portato a questo traguardo.
Dal punto di vista dell’hardware, i primi device elettronici per la comunicazione, che permettono alle persone di comunicare senza problemi di spazio, sono stati inventati nell’800: la radio, il telegrafo, il fax.
Nel 1926 si incomincia a ipotizzare come possibile e non fantascientifica la connessione wireless: Nikola Tesla, ingegnere, inventore e fisico serbo-statunitense vissuto a cavallo tra l’800 e il 900, disse che quando il wireless sarebbe stato perfettamente diffuso, il mondo sarebbe stato un enorme cervello interconnesso.
Nel 1989 Tim Berners-Lee progettò il World Wide Web (www), dieci anni dopo si parla per la prima volta di Internet of Things e nel 2005 le Nazioni Unite utilizzano per la prima volta questo neologismo in un report ufficiale sulle telecomunicazioni a livello internazionale.
Alla fine del 2012, gli oggetti interconnessi sono circa 8.7 miliardi. Vista la crescita del trend, Cisco prevede che entro il 2020 arriveranno a 50 miliardi.
Oggi sappiamo che fra qualche anno il nostro frigorifero farà la spesa da solo, la nostra automobile guiderà in autonomia, il nostro braccialetto invierà al medico la nostra situazione sanitaria e clinica.
Per qualcuno, per i non addetti ai lavori, tutto ciò sembra futuristico, eppure l’Internet of Things è più vicino di quanto ognuno di noi possa pensare!

Chi usa oggetti connessi in rete?

 

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