Sanità tra Internet of Things e Internet of Everythings

La comunicazione tra oggetti e rete è stato il primo passo di una rivoluzione che pare essere paragonabile, in termini di portata e di discontinuità con il passato, con quella industriale.
Oggi l’orizzonte si allarga, coinvolgendo in questo processo di comunicazione cose, processi, dati e persone.

sanità e internet of things

Oggi l’orizzonte si allarga, coinvolgendo in questo processo di comunicazione cose, processi, dati e persone.
L’interrelazione informativa definita come iperconnetività va dalla relazione tradizionale P2P (person to person) a M2M (machine to machine), nel senso più tradizionale e ormai consolidato del concetto di Internet of Things nonché P2M (person to machine) in cui il consumatore esprime un ruolo attivo nella produzione e nel consumo di informazioni in tempo reale.
Nel mondo dell’IOE esisteranno sempre più applicazioni capaci di raccogliere ed elaborare enormi quantità di dati offerti consensualmente, talvolta con un tacito accordo di scambio, con i consumatori stessi, che permettono di raccogliere dati depurati da identificazioni personali.
E’ inimmaginabile l’impatto che una simile prospettiva può avere sulle ricerche scientifico-mediche, in grado di ottenere in tempo reale dati preziosi per elaborazioni statistiche e analitiche, applicabili a teorie e medical-device.
Un simile scenario di raccolta, gestione, elaborazione di dati che l’utente potrà richiedere in tempo reali prevede già oggi un potenziamento delle reti di telecomunicazione esistenti, affinché tali processi possano essere disponibili per tutti. Si assisterà ad ulteriori incrementi dell’investimento già massiccio nell’infrastruttura 4G per soddisfare la domanda insaziabile di dati e, in previsione di un cambiamento epocale come quello previsto da IOE, le reti di telecomunicazioni dovranno abbracciare un approccio nuovo, progettato intorno alla capacità, all’efficienza energetica e all’ottimizzazione dei costi.
Riportando oggi questi temi alla realtà italiana, in particolare al mondo della sanità, sia pubblica che privata, confidiamo in una lungimirante accelerazione dei processi di digitalizzazione, prerequisito per partecipare alla “Rivoluzione” pacifica ormai inarrestabile.

6 thoughts on “Sanità tra Internet of Things e Internet of Everythings

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  2. Datalogger

    Secondo me la IoT può dare un utile contributo alla medicina sia a livello economico che prestazionale. Immaginiamo per esempio di monitorare in real time lo stato di salute di più pazienti (tipo una health-grid) o implementare un algoritmo predittivo per le malattive future, unendo i dati acquisiti dai sensori IoT alle analisi BigData.

    1. AppocrateAppocrate

      Siamo perfettamente d’accordo con te: il contributo sarà sia economico sia in termini di prestazione (maggiore efficacia della cura).
      Facciamo un esempio: se c’è un modo per tener monitorato lo stato della mia pressione e di condividerlo in tempo reale con il mio medico, in caso di anomalie sia io che lui potremmo ricevere un alert: io posso risparmiare tempo e denaro per andare da lui o in farmacia per farmi misurare la pressione e sarei immediatamente allertato in caso di dati anomali con un conseguente (si spera) efficace intervento.
      In ogni caso confidiamo tutti in un abbattimento dei costi di tali tecnologie, affinchè il loro uso possa essere davvero alla portata di tutti, per il bene di tutti.
      Grazie per aver condiviso la tua opinione!

  3. michiamoaldo

    In questo periodo sono tra i volontari che cercano di insegnare ad over 65 ad imparare ad utilizzare il tablet. Ho l’impressione che le finalità sociali delle nuove tecnologie (purtroppo) verranno apprezzate ( e sfruttatissssime) prevalentemente dai fornitori (servizi o prodotti). Gli utenti (clienti) prevalentemente le subiranno non accorgendosi delle opportunità se consapevoli.
    Adesso che ci penso, forse è sempre stato così. In tutto.

    p.s.:complimenti

    1. AppocrateAppocrate

      Complimenti a lei per due motivi: il volontariato è di per sé sempre meritevole, ma il doppio complimento va al tipo di volontariato che fa!
      Sono proprio persone come lei, con l’impegno che si è preso con il gruppo over-65, che “piegano” le tecnologie al servizio dell’individuo, dell’utilizzatore.
      Ha comunque centrato il punto: solo chi è consapevole è veramente libero di scegliere (anche di fare a meno delle tecnologie).
      Grazie per il suo contributo e buon lavoro!

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